Il golpe del porco arancione

Tanto lontano quanto attuale! Il nostro amico “Donald” fa ancora parlare di se, dopo un anno dalla sua “disfatta”, con qualche sorpresa. Ebbene si, mancava nel calderone del presidente meno competente della storia americana anche un “tentato golpe” ai danni della stessa democrazia che lui stesso ha giurato di proteggere.

Ricordiamo tutti i fatti del 6 gennaio 2021 quando i manifestanti “pro trump” assaltarono il campidoglio e profanarono l’altare della democrazia americana. E se non fosse stata una coincidenza ma qualcosa di premeditato sin dalla sconfitta elettorale del “tycoon”? Un brivido scorre lungo la schiena al solo pensiero.

In questi giorni si è scoperto che l’ex capo dello staff di Trump , Mark Meadows, aveva inviato un email in cui assicurava che la “guardia nazionale” avrebbe protetto i “trumpisti” durante l’attacco al Campidoglio.

Il piano sarebbe stato organizzato da un ex colonnello texano dell’esercito sulla base dei presunti brogli elettorali compiuti da “sleepy Joe” e dalle presunte interferenze, nel processo elettorale, da parte dei cinesi, di Obama e Renzi. Il piano prevedeva la dichiarazione, da parte dello stesso Trump, dello stato di emergenza così da poter annullare le elezioni e mantenere il controllo. Il tutto era stato inviato a molti parlamentari repubblicani giorni prima dell’assalto e presentato sotto forma di power point dal titolo “Election fraudo, foreign interference & option for 6 Jan”.

Il povero “Mike Pence” era a sua “insaputa” (almeno per il momento) coinvolto in questo “piano malvagio”. Il suo compito sarebbe stato quello di ritardare la certificazione del voto o addirittura respingere le liste a supporto di Biden e dichiarare vincitrici solo quelle di Trump.

Siamo solo all’inizio di questo nuovo capitolo dalla disastrosa gestione di Donald Trump che ovviamente pensa di ricandidarsi per le elezioni del 2024.

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