Navalny: l’oppositore

Oggi voglio raccontarvi la storia di Aleksej Navalnyj, il più famoso e forse “unico” vero, oppositore di Vladimir Putin, primo ministro della Federazione Russa.

Il tentato omicidio

Nell’estate del 2020 mentre si trovava in un volo diretto per Mosca, ha iniziato ad avvertire un malore con sintomi ricollegabili ad un “avvelenamento” tali da spingere il pilota a effettuare un atterraggio di emergenza a Omsk. Dopo varie trattative con alcuni governi dell’Unione Europea (Francia e Germania) viene trasferito in una clinica di Berlino per ricevere cure e assistenze certamente “imparziali”. Effettuati gli accertamenti del caso si troveranno tracce di Novichok, agente nervino già utilizzato per avvelenare l’ex spia Sergej Skripal’ nel 2018, ma questa è un’altra storia.

Dopo essersi ripreso dal “tentato omicidio” commissionato, secondo lui e i suoi collaboratori, dai fedelissimi del Presidente Putin (se non direttamente dal presidente stesso), decide di rientrare nella sua amata terra. La Russia.

Il 17 gennaio 2021 non appena atterrato all’aeroporto Sheremetevo di Mosca, pronto ad attenderlo, troverà un “comitato di benvenuto” pronto ad arrestarlo per una sentenza del 2014, non scontata, per frode ai danni di Yves Roches che la Corte europea per i diritti umani ha definito “motivata politicamente“.

Inchiesta “esplosiva”

Dal carcere Navalny però, tramite la sua fondazione, ha sferrato un “colpo basso” al suo principale avversario Puntin, pubblicando un’inchiesta esplosiva: “Un palazzo per Putin – Storia della frode più grande”. Sa benissimo che quest’ultimo schiaffo diretto direttamente al capo del Cremlino gli costerà caro e certamente non potrà più sperare di uscire presto in libertà.

Il “palazzo” viene descritto dalla fondazione di Navalnyj, in un video di ben due ore, come un “regno”. Citando dalla fondazione: “Non una residenza, ma una città intera. Con barriere insormontabili, un porto, una chiesa, una no-fly zone in cielo, perfino un “check-point”, come se si trattasse di uno stato separato all’interno della Russia. In questo stato c’è un unico, insostituibile zar. Putin”

Una “chicca” sarebbe quella di “Insider.ru”, affermando che la villa è quasi del tutto “made in italy”, perché si ispirerebbe a Villa Certosa di Berlusconi, amico fraterno di Putin, e sarebbe stata progettata dall’architetto Lanfranco Cirillo e “arredata con mobili delle più esclusive aziende d’arredamento italiane” (.cit Repubblica)

Il filmato racconta la storia della costruzione del regno, per il quale sarebbero stati spesi 100 miliardi di rubli, pari a 1,35 miliardi di dollari. «Ci dicevano che sarebbe stato impossibile, perché questo è il maggiore mistero, il luogo maggiormente protetto in tutta la Russia. Ma ci siamo riusciti, e possiamo mostrarvi il segreto più grande di Putin: il suo palazzo. All’interno e all’esterno. Ogni stanza e ogni corridoio, ogni metro quadrato d’ora in poi saranno di dominio pubblico. D’ora in poi, milioni di cittadini russi potranno visitare la casa di Putin». (cit. Il Sole 24 Ore)

Nel frattempo il Parlamento europeo ha chiesto il rilascio immediato dell’oppositore russo. Nella risoluzione adottata con 581 sì, 50 no e 44 contrari, il Parlamento ha invitato i Paesi Ue ad “inasprire sensibilmente le misure restrittive dell’Unione nei confronti della Russia”. Ciò include sanzioni contro le “persone fisiche e giuridiche” coinvolte nella decisione di arrestare e incarcerare Navalny.

Il destino di Aleksej Navalnyj è incerto, ma saremo qui a lottare per lui, insieme!

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